Hedizioni Helvetia
Hedizioni Helvetia
via PARCO FERROVIARIO 17/6 - 30175 MARGHERA (VE) - Tel 041.0990734 info@edizionihelvetia.it

Hedizioni Helvetia



P.M. Pasinetti
A PROPOSITO DI ASTOLFO


A PROPOSITO DI ASTOLFO
«In America ci si perde di vista. Anzi ci si perde dappertutto e non solo di vista. Specialmente noi in moto frequente fra luoghi distanziati del pianeta. Però più grande è la distanza e più si continua a pensare gli uni agli altri quando si è in solitudine verso sera.
Ogni tanto poi ci si incontra secondo inaspettate coincidenze. Coincidenze magiche secondo alcuni, non secondo noi che le consideriamo le cose più naturali di questo mondo.
Ossia o tutto è magico o niente lo è».

«Che senso ha chiedersi se Astolfo è intelligente o no? Come tutti gli Astolfi nel mondo di oggi non ha niente a che fare con la fisima dell’intelligenza, è altro, è cosa segreta che emana onde sue. […] Astolfo possiede magia, he has magic».



A proposito di Astolfo, un viaggio intorno all’attiva inerzia, all’ambigua indolenza, alla colpevole innocenza di un’umanità, talora provvista di «encefalogramma affettivo piatto», raffigurata tra il finire del secondo e l’inizio del terzo millennio in quella che biologicamente identificheremmo con la forza del suo futuro: la gioventù inconsapevole e inquieta dei suoi eredi.
«Istrionico e brillo» rappresentante ne è Astolfo, bambino «di bellezza sbalorditiva e pienissimo di vitamine & minerali», che raccoglie in sé mistero e fascino, innocenza e malvagità, una fondamentale non volontà e insieme un’aurea mediocritas privata del buonsenso oraziano.
Nel destino di questo fanciullo nato a metà degli anni Sessanta, orfano di padre, definito «visionario volteggiante» possessore di magia – che, non a caso, porta il nome del nobile paladino ariostesco volato sulla luna a recuperare il senno perduto di Orlando –, nella silhouette di questo sfuggente e carismatico ragazzo affacciato sulla porta di una nuova Era, glissa in diversi luoghi un’ombra di disperazione.
A narrarne le vane gesta, Hugo Alexander Blatt, studioso cosmopolita di origini asburgiche, che sente e insegue Astolfo, come conturbante fantasmatica presenza, involontario demiurgo e vittima indifesa, motore permanente di azioni e passioni sempre evocate con vago distacco, con leggera e talvolta tragica ironia.
L’universo in cui si muovono Hugo Blatt e Astolfo è un mondo senza confini, irretito dalla globalizzazione, privo di un centro geografico o culturale – «The center doesn’t hold e perché dovrebbe tenere, il centro? Anzi, perché deve esserci un centro?» –, uno sconfinato pianeta, in fondo estremamente piccolo, in cui si muove una concitata folla di madri, cugine, ex mariti e amanti, legati da relazioni affettuose e insieme distaccate, che si incrociano caoticamente ai quattro angoli dei continenti.
Tuttavia un centro geografico ed emozionale si scorge nel romanzo ed è Venezia, «città calamita per il mondo», naturale convergenza di latitudini e longitudini, punto di catalizzazione di movimenti e pensieri, solo luogo nella quale alcuni dei personaggi giungono ad una delle loro rare certezze, che in questo mondo «esprimere la verità almeno su se stessi» è «l’unica cosa da fare, da tentare».

«Mi piace pensare che la lettura di questo romanzo farà venir voglia di compiere a ritroso il percorso narrativo di Pier Maria Pasinetti, di riaprire i suoi romanzi così insoliti e preziosi, apparentemente ardui e ostici, in realtà così ricchi di umorismo e di vita, così spensierati, dolenti e profondi. Perché, come per A proposito di Astolfo, dietro l’ostentazione delle proprie condizioni d’artificio il rapporto tra verisimiglianza, finzione e realtà appare chiaro e ben governato e l’avventura del narratore–giocoliere di parole e destini diventa da subito l’avventura del suo lettore».
Dalla prefazione di Silvana Tamiozzo Goldmann

P. M. Pasinetti. Scrittore profondamente veneziano, e perciò visceralmente cosmopolita, P.M. Pasinetti ha attraversato la migliore cultura europea e anglossassone del secolo XX per affacciarsi al Nuovo Millennio arricchito di una straordinaria energia creativa.
A lungo docente di letteratura a Berlino, Gottinga, Stoccolma e alla University of California di Los Angeles, ha ricevuto dottorati a Padova e a Yale.
Numerosi i premi e i riconoscimenti ottenuti nella sua carriera (tra i quali il Prix Écureuil de Littérature étrangère ricevuto il 17 settembre 1996).
Narratore e saggista tradotto in numerose lingue, tra i suoi romanzi più noti, "Rosso veneziano" (1957), I"l ponte dell’Accademia" (1968), "La confusione" (1964, riedito nel 1988 con il titolo "Il sorriso del leone"), "Dorsoduro" (1983), "Domani improvvisamente" (1971), "Melodramma" (1993); "Piccole veneziane complicate" (1996).
Magistrali le brillanti corrispondenze redatte per il «Corriere della Sera» pubblicate in "Dall'estrema America" (1974). "Fate partire le immagini", che raccoglie le sue memorie autobiografiche, si preannuncia come uno dei suoi più ironici capolavori.


pagine: 152
confezione:
illustrazioni:
prezzo: esaurito Euro
metti nel carrello
torna alla collana



Appuntamenti

venerdí 11
aprile

NOVITÀ!!!
E-BOOKS DI HELVETIA EDITRICE
guardare nella sezione LINK
giovedí 14
marzo

Venezia - Ca' Sagredo Hotel - Campo Santa Sofia, 4198/99 - Ca' d'Oro - ore 18
"Venezia bizantina" a Ca' Sagredo
presentazione del saggio con Nicola Bergamo, Pieralvise Zorzi e eFranco Conton
giovedí 14
marzo

Mirano (Ve) - Villaggio Solidale - Via Miranese 13 - ore 20,30
"La Venezia che vorrei" al Villaggio Solidale di Mirano
presentazione del volume
mercoledí 20
marzo

Venezia - Serigrafia Artistica Fallani - Cannaregio 4875 - ore 19
"La Venezia che vorrei" alla Serigrafia Fallani di Venezia
presentazione del volume


Helvetia Editrice - Via Parco Ferroviario 17/6 - 30175 - Marghera (VE)
tel: 041-0990734 - email:info@edizionihelvetia.it


Privacy Policy Cookie Policy
Dati Societari